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Possibile: impianto di Fegino, Biodigestore di Isola del Cantone, Iplom di Busalla. Le valli dell’entroterra non sono la Rust Belt della Liguria, la popolazione va coinvolta

Liguria Possibile
Pubblicato da in Regione Liguria ·
Tags: ValPolceveraValleScriviaPartecipazioneFeginoBusallaIplomBiodigestore

 
E’ ora che ci si renda conto che le valli dell’entroterra non sono la Rust Belt (la cintura della ruggine) della Liguria e che la popolazione va pienamente coinvolta nelle scelte che la toccano da vicino.
 
Il locale Comitato di Possibile, la formazione di Pippo Civati, alza il tiro sulla delicata situazione ambientale del territorio e mette in cantiere diverse iniziative che toccano in particolare i “nervi scoperti” che sono tornati alla ribalta in queste settimane: l’impianto di Fegino, il biodigestore di isola del Cantone e la raffineria IPLOM di Busalla.
 
"Nel 2016 abbiamo promosso un importante convegno sui sedimenti del Torrente Scrivia e seguito passo passo la vicenda dello sversamento nel rio Fegino di un imponente massa di idrocarburi, formulando proposte concrete e fattibili" - esordisce Roberta Burroni, portavoce del Comitato Valli delle Rose e Terra Vivente   di Possibile - "e sul punto non posso che fare mie le parole di Luca Pastorino. Chiediamo  una gestione integrata di tutti i procedimenti e gli interventi in atto e previsti su queste aree, in particolare una  nuova ipotesi di riuso e soluzioni di acquisizione del volume della ex Eltin in cui possa coesistere una piazza verde su più livelli, dentro a un’architettura urbanistica, che contempli parcheggi e percorsi pedonali. Per noi, gli abitanti di Borzoli e Fegino sono di Serie A e abbiamo pronto un piano di rilancio, che farà parte del programma di Possibile e presenteremo per le prossime comunali a Genova."
 
Sul biodigestore di Isola del Cantone la posizione di Possibile è netta. "Abbiamo da subito valutato come non compatibile con il territorio la soluzione prospettata, sia dal punto di vista idraulico sia perché si tratta di un vero e proprio impianto di trattamento rifiuti camuffato da produzione di energia, in spregio alle scelte operate dalla città metropolitana" - dichiara Bruno Saccomanni, anch’egli portavoce del comitato - "abbiamo anche chiesto a Provincia e Regione di riattivare il Contatto di Fiume del Torrente Scrivia e di condividere le scelte con le aree confinati del Piemonte ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta."
 
Relativamente alla IPLOM il comitato di Possibile fa proprie le osservazioni presentate dalla lista di minoranza busallese “Punto… a capo” al Piano di Emergenza esterno che verrà  discusso con la popolazione in primavera.
 
"Quello pubblicato dalla Prefettura è un documento a tratti raffazzonato" - afferma Marco Bagnasco, componente della Consulta Ambiente e Territorio del comune di Busalla - "con alcuni refusi imbarazzanti come quello che individua tra le autorità da coinvolgere la Capitaneria di Porto per le operazioni di disinquinamento del mare: peccato che il torrente Scrivia versi le sue acque nel Po e nell’Adriatico. Le osservazioni su delimitazione dell’area di danno, misure di mitigazione ed autoprotezione e soprattutto sull’informazione della popolazione e la realizzazione di esercitazioni sono sacrosante - continua Bagnasco - la precedente amministrazione commise l’errore gravissimo di non occuparsene perché riteneva il Piano di emergenza esterno non ricevibile ma l’Aventino non ha portato ad alcun risultato concreto.
 
"E’ una questione di cultura, prima che tecnica" - conclude Bagnasco - "e non ci fermeremo al Piano di Emergenza esterno ma vigileremo perché vengano garantite la sicurezza degli oleodotti, venga accelerata la redazione del documento sul Rischio di Incidente Rilevante nel nuovo piano Urbanistico e vengano attivati i Programmi Integrati di Intervento che dovranno prevedere interventi concreti, compresa la risoluzione dell’annoso problema delle esalazioni provenienti dai serbatoi: la delocalizzazione dell’azienda è inattuabile ma la convivenza deve essere di reciproco vantaggio e siamo certi che la IPLOM sarà pienamente disponibile a concordare con il territorio le compensazione necessarie."

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